Queste
poche righe che seguono nascono dall’esigenza di dare la
possibilità a tutti di avere a “portata di mano”
le basilari nozioni riguardanti il cane e il suo comportamento.
Tutti sappiamo cosa è un cane; ma spesso, purtroppo, con
superficialità.
Siamo convinti che parlando la nostra lingua lui ci possa capire:
NON E’ COSI’!!!
Il cane, essendo un’animale domestico da tempo immemorabile
ha quindi sviluppato una naturale disposizione a capirci e a farsi
capire, ciononostante resta sempre una razza diversa, che ha esigenze
differenti dalle nostre, che ha una diversa struttura sociale
e soprattutto ha un diverso metodo comunicativo.
Bisogna partire dal presupposto fondamentale che: OGNI PROPRIETARIO
PUO’ E DEVE ESSERE IN GRADO DI CONDURRE IL PROPRIO CANE.
• E’ assolutamente sconsigliato far scorrazzare in
città il cane in libertà, questo comportamento può
rivelarsi pericoloso sia per il cane stesso che per terzi, quindi
usiamo sempre il guinzaglio!!!
• Raccogliere ciò che il cane semina, oltre ad essere
una buona norma dal punto di vista dell’educazione è
anche un modo per rendere benaccetti i cani all’interno
della società umana.
• Il cane deve essere condotto al guinzaglio, e la passeggiatina
non deve rivelarsi un incontro di catch o una gara di tiro alla
fune.
• Il cane è un’animale sociale che da solo
non sta bene e se la solitudine diviene abituale e prolungata,
soffre.
Ciò non significa che non lo si possa lasciare solo, ma
è molto importante non ignorarlo al nostro rientro.
Bisogna compensare la solitudine cui l’abbiamo costretto
durante la nostra assenza con la nostra attenzione: giocando con
lui, accarezzandolo o portandolo a passeggio.
• Essendo un’animale sociale il cane ha in mente una
struttura gerarchica ben precisa al vertice della quale sta il
CAPOBRANCO. Di conseguenza ci deve essere all’interno della
famiglia un individuo che ricopre questa carica, in caso contrario
l’animale si autonominerà tale, con conseguenti comportamenti
molto spiacevoli.
Il conduttore deve diventare il CAPOBRANCO.
• Per stabilire la propria autorità su un cane, specialmente
se cucciolo non c’è alcun bisogno di ricorrere alle
così dette “maniere forti”.
E’ sufficiente un NO secco e deciso eventualmente accompagnato
da una pacchetta o da un leggero sollevamento del cucciolo per
la collottola e si otterrà immediatamente la sottomissione
e di conseguenza la cessazione del comportamento indesiderato.
UNA SERIE DI “NO” NON HA MAI EDUCATO NESSUN CANE!!!
E’ importante, dopo la reazione positiva dell’animale
gratificarlo con un bel “BRAVO” convinto ed entusiasta,
accompagnato sempre da carezze e anche da un segno più
tangibile della nostra approvazione (bocconcino).
• Non bisogna permettere al proprio quattro zampe di travolgere
i suoi compagni umani, per passare per primo da porte, cancelli,
scale; è oltremodo consigliabile non solo per salvaguardare
la propria e l’altrui incolumità fisica, ma significa
ribadire il ruolo di “CAPO” dell’uomo rispetto
al cane.
• E’ molto utile provare a dare e togliere la pappa,
l’osso o qualunque altro oggetto d’interesse per l’animale.
In natura avviene esattamente questo: il capo si appropria a suo
piacimento di qualsiasi cosa sia in possesso di qualunque membro
del branco..
Anche se un essere umano non nutre interesse per un osso o le
crocchette del cane, dovrà recitare la sua parte di capo
Una volta stabilito il ruolo di capobranco, il resto poi si presenterà
molto più semplice.
Perché il nostro “animale sociale” è
felice di essere lodato ed apprezzato dal suo capo e compirà
ogni sforzo per accontentarlo; e ciò avverrà con
assoluta spontaneità, in tutta la sua dignità, perché
non farà altro che obbedire al suo ordine mentale naturale.
Se nell’educazione del cane si renderà necessaria
una punizione, questa dovrà essere immediata e rapidissima.
IL CANE ASSOCIA LA PUNIZIONE ALL’ULTIMO COMPORTAMENTO
E’ un errore gravissimo, ad esempio, punire un cane disobbediente
al richiamo quando finalmente si avvicina.
Per quanto si possa essere arrabbiati con lui, nel momento in
cui obbedisce, non importa con quanto ritardo, andrà premiato
con un bel “BRAVO”, altrimenti il cane assocerà
la punizione al ritorno, e non alla disobbedienza.
Con l’aggravante della perdita di fiducia nei confronti
di un “capo” imprevedibile, che punisce senza ragione.
Il Gruppo Karalis del Boxer Club d’Italia invita tutti i
corsisti a non scoraggiarsi per gli inevitabili errori che commetteranno.
Nessuno ha mai imparato in un solo giorno.
L’UNICA GARANZIA DI SUCCESSO PER QUALSIASI IMPRESA
STA NELLA VOLONTA’ E NELLA PERSEVERANZA.
L’ADDESTRAMENTO DI UN CANE NON FA’ ECCEZIONE.
BUON
LAVORO A TUTTI
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